Papa Leone XIV ha deciso di trascorrere un paio di settimane lontano dal Vaticano, in quella che per secoli è stata la residenza estiva papale, Castel Gandolfo. Non è proprio una vacanza, ma dopo lo sconvolgente cambio di vita a cui è stato chiamato Prevost, qualche giorno per prendere fiato sono proprio “provvidenziali”.
In uno scenario globale di odio, aggressioni, guerre, ostentazioni di forza, incomunicabilità diplomatica, staccarsi qualche giorno dalle udienze ufficiali può aiutare il Vescovo di Roma e capo della Chiesa Universale a recuperare un po’ di forze e, nel relax e nella preghiera, ricaricare le energie necessarie a farsi – come direbbe il suo predecessore – “Artigiano di Pace”.
C’è tanta curiosità sui luoghi in cui il Papa ha deciso di “sostare”. Le Ville Pontificie di Castel Gandolfo sorgono sui resti della sontuosa villa romana dell’imperatore Domiziano (81–96 d.C.), l’Albanum Domitiani, che si estendeva per 14 chilometri quadrati fino al lago di Albano. Sulle rovine della villa romana nel Medioevo fu costruito un castello dalla famiglia Gandolfi, poi passato nel 1604 alla Santa Sede. All’interno della residenza papale dal 1934 è stato trasferito anche l’Osservatorio Astronomico Vaticano affidato ai Padri Gesuiti, proprio per sfruttare l’assenza della invadente illuminazione artificiale della città, sfruttando così l’oscurità notturna necessaria per le osservazioni della volta celeste.
Adiacenti alla residenza di Castel Gandolfo ci sono due splendidi giardini, il Giardino del Moro e il Giardino Segreto dai quali si può contemplare e “vigilare” non soltanto la capitale ma godere anche di un affaccio sul Lago di Albano e su Rocca di Papa.
La residenza di Castel Gandolfo si lega anche al transito terreno di due papi, Paolo VI e Pio XII, che vi trascorsero i loro ultimi giorni. Mentre tanto Giovanni Paolo II quanto Benedetto XVI amavano ritirarsi di tanto in tanto nella tranquillità della residenza “fuori porta”…
Papa Francesco aveva deciso di non utilizzarla come residenza estiva, di qui l’idea di convertirla dal 2016 in Polo Museale, rendendo accessibili tutti gli ambienti in cui si svolgeva la vita quotidiana del Papa: dalle stanze dell’attività ufficiale come la Sala del Concistoro, la Sala dei Palafrenieri, la Sala del Trono o la Sala degli Svizzeri a quelli privati. Per qualche giorno la presenza del Santo Padre rende i luoghi naturalmente off limits ai visitatori ma terminato il soggiorno del pontefice sarà possibile tornare a visitarli.
Il 20 luglio Papa Leone XIV lascerà la residenza per tornare in Vaticano, salvo un breve “salto” a ridosso del ferragosto. Un modo discreto per sopportare meglio la calura estiva.
Niente mete esotiche, viaggi all’estero o crociere… Certo nemmeno code in autostrada o file interminabili agli imbarchi. È confortante sapere però che non siamo i soli ad avere necessità di una pausa: anche il Papa ha bisogno di staccare un po’…
(c) Vito Rizzo 2025
[Articolo pubblicato sul quotidiano Le Cronache di Salerno del 13 luglio 2025]
Leave a Reply