CARLO E PIER GIORGIO SANTI

Difficile dire quanti erano (eravamo) i pellegrini provenienti dalla provincia di Salerno. Centinaia di pullman, chi ha viaggiato in treno, chi con auto proprie. C’era una straordinaria voglia di esserci. Tanta l’attesa, sia per Carlo Acutis, la cui canonizzazione era originariamente prevista ad aprile, sia per Pier Giorgio Frassati, la cui canonizzazione era stata fissata per agosto. Per il Giubileo dei ragazzi la prima, per il Giubileo dei giovani la seconda.

E invece la decisione di Papa Leone XIV di rimandare tutto a settembre per mostrare al mondo due esempi così vivi di santità ha colto nel segno. Una piazza San Pietro gremita all’inverosimile, tanto che già dalle 9,00 l’accesso è stato limitato e una folla immensa si è dovuta fermare anche su Via della Conciliazione. C’erano tutti giovani e meno giovani, italiani e stranieri, tanti cresciuti nelle realtà ecclesiali sull’esempio di Pier Giorgio Frassati e tanti altri più recentemente conquistati dalla freschezza della testimonianza di Carlo Acutis.

Entrambi testimoni di Cristo in tempi difficili; entrambi contemplatori della natura; entrambi straordinariamente legati all’Eucaristia e – come ha sottolineato Papa Leone XIV – alla doppia devozione a Maria e ai poveri. Tanta era la folla che Papa Leone ha voluto presentarsi a sorpresa intorno alle 9.40 per ringraziare di tanta presenza e di tanto entusiasmo.

Alle 10 ha avuto inizio la celebrazione eucaristica, solennemente in latino, nella quale è stato inserito il rito di canonizzazione. Molto belle e sentite anche le parole del papa durante l’omelia con le quali ha descritto la bellezza di questi due testimoni: oggi guardiamo a San Pier Giorgio Frassati e a San Carlo Acutis: «un giovane dell’inizio del Novecento e un adolescente dei nostri giorni, tutti e due innamorati di Gesù e pronti a donare tutto per Lui».

Pier Giorgio Frassati «ha incontrato il Signore attraverso la scuola e i gruppi ecclesiali – l’Azione Cattolica, le Conferenze di San Vincenzo, la FUCI, il Terz’Ordine domenicano – e lo ha testimoniato con la sua gioia di vivere e di essere cristiano nella preghiera, nell’amicizia, nella carità. Al punto che, a forza di vederlo girare per le strade di Torino con carretti pieni di aiuti per i poveri, gli amici lo avevano ribattezzato “Frassati Impresa Trasporti”! Anche oggi, la vita di Pier Giorgio rappresenta una luce per la spiritualità laicale. Per lui la fede non è stata una devozione privata: spinto dalla forza del Vangelo e dall’appartenenza alle associazioni ecclesiali, si è impegnato generosamente nella società, ha dato il suo contributo alla vita politica, si è speso con ardore al servizio dei poveri».

Parimenti Carlo Acutis «ha incontrato Gesù in famiglia e poi a scuola, anche lui, e soprattutto nei Sacramenti, celebrati nella comunità parrocchiale. È cresciuto, così, integrando naturalmente nelle sue giornate di bambino e di ragazzo preghiera, sport, studio e carità». Il giovane millennial che trascorreva le sue vacanze con la famiglia nel Cilento ha visto sottolineato il legame con questa terra dalla decisione della Diocesi di Vallo della Lucania di intitolare a lui il laboratorio di ostie realizzato nel Carcere di Vallo e nel quale sono state prodotte le ostie utilizzate per la comunione in questo giorno speciale.

Le loro giovani vite, bruscamente interrotte a causa di malattie fulminanti, sono state in grado di suscitare una luce di speranza in tante persone che proprio attraverso il loro esempio di amicizia autentica con Cristo si sono aperti alla fede: «Perfino quando la malattia li ha colpiti e ha stroncato le loro giovani vite – ha continuato Papa Leone – nemmeno questo li ha fermati e ha impedito loro di amare, di offrirsi a Dio, di benedirlo e di pregarlo per sé e per tutti».

Ecco che allora «i santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro. Ci incoraggiano con le loro parole: “Non io, ma Dio”, diceva Carlo. E Pier Giorgio: “Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine”. Questa è la formula semplice, ma vincente, della loro santità. Ed è pure la testimonianza che siamo chiamati a seguire, per gustare la vita fino in fondo e andare incontro al Signore nella festa del Cielo».

(c) Vito Rizzo 2025

[Articolo pubblicato sul quotidiano Le Cronache di Salerno dell’8 settembre 2025]

 

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