Citta' del Vaticano, 19-05-2013. La Santa Messa di Pentecoste nella giornata dei movimenti religiosi.

L’IMPORTANZA DI ESSERE CHIESA

Papa Leone XIV sta continuando il suo itinerario nei documenti del Concilio Vaticano II e, dopo aver affrontato il tema della Rivelazione di Dio e della centralità della Sacra Scrittura attraverso le pagine della costituzione Dei Verbum, ha deciso di portare l’attenzione su un altro documento fondamentale del Concilio, la Costituzione Lumen gentium.

Quest’ultima mostra l’accresciuta consapevolezza che ha raggiunto la Chiesa nel riconoscersi come continuazione visibile dell’esperienza di Gesù, Dio incarnato, nella storia. Per farlo il Papa ha innanzitutto voluto chiarire il senso della parola “Mistero” che si attribuisce alla Chiesa. Il radicamento di questa espressione lo si trova nella Sacra Scrittura, in particolare nelle Lettere di San Paolo.

Come osserva Leone XIV, l’apostolo «scegliendo tale vocabolo non ha voluto dire che la Chiesa è qualcosa di oscuro o di incomprensibile, come a volte comunemente si pensa quando si sente pronunciare la parola “mistero”. Esattamente il contrario: infatti, quando San Paolo utilizza, soprattutto nella Lettera agli Efesini, tale parola, egli vuole indicare una realtà che prima era nascosta e ora è stata rivelata. Si tratta del disegno di Dio che ha uno scopo: unificare tutte le creature grazie all’azione riconciliatrice di Gesù Cristo, azione che si è attuata nella sua morte in croce».

La Chiesa nasce sulla croce e nella Risurrezione di Gesù e si consolida nell’esperienza concreta delle persone che, al di là di ogni barriera, si riconoscono nella grazia che sgorga dalla Pasqua. Ecco che allora – sottolinea ancora il Papa – «questo si sperimenta prima di tutto nell’assemblea riunita per la celebrazione liturgica: lì le diversità sono relativizzate, ciò che conta è trovarsi insieme perché attratti dall’Amore di Cristo, che ha abbattuto il muro di separazione tra persone e gruppi sociali (cfr Ef 2,14). Per San Paolo il mistero è la manifestazione di quanto Dio ha voluto realizzare per l’umanità intera e si fa conoscere in esperienze locali, che gradualmente si dilatano fino a includere tutti gli esseri umani e perfino il cosmo». Ancora, «Trovarsi insieme a celebrare, avendo creduto all’annuncio del Vangelo, è vissuto come attrazione esercitata dalla croce di Cristo, che è la manifestazione suprema dell’amore di Dio; è sentirsi convocati insieme da Dio: per questo si usa il termine ekklesía, cioè assemblea di persone che riconoscono di essere convocate. Sicché vi è una certa coincidenza tra questo mistero e la Chiesa: la Chiesa è il mistero reso percepibile».

Come chiarisce ancora il Papa spiegando il carattere di universalità della salvezza portata da Cristo all’umanità «questa convocazione, proprio perché è attuata da Dio, non può tuttavia limitarsi a un gruppo di persone, ma è destinata a diventare esperienza di tutti gli esseri umani».

È in quest’ottica che la Chiesa viene definita “sacramento di salvezza”; non una affermazione escludente ma inclusiva: «con l’impiego del termine “sacramento” e la conseguente spiegazione, si vuole indicare che la Chiesa è nella storia dell’umanità espressione di quanto Dio vuol realizzare; per cui, guardando ad essa, si coglie in qualche misura il disegno di Dio, il mistero: in questo senso la Chiesa è segno. Inoltre, al termine “sacramento” si aggiunge anche quello di “strumento”, proprio per indicare che la Chiesa è un segno attivo. Infatti, quando Dio opera nella storia coinvolge nella sua attività le persone che sono destinatarie della sua azione. È mediante la Chiesa che Dio raggiunge l’obiettivo di unire a sé le persone e di riunirle tra di loro. L’unione con Dio trova il suo riflesso nell’unione delle persone umane. È questa l’esperienza di salvezza».

Compito della Chiesa è favorire l’incontro dell’uomo con Dio. È in questa prospettiva che il n.48 della Lumen gentium definisce la Chiesa «sacramento universale della salvezza» che, nella successione apostolica, opera per azione dello Spirito santo. Come mette ancora in evidenza il Papa «questo testo permette di capire il rapporto tra l’azione unificatrice della Pasqua di Gesù, che è mistero di passione, morte e risurrezione, e l’identità della Chiesa. Nel contempo esso ci rende grati di appartenere alla Chiesa, corpo di Cristo risorto e unico popolo di Dio pellegrinante nella storia, che vive come presenza santificatrice in mezzo a un’umanità ancora frantumata, quale segno efficace di unità e riconciliazione tra i popoli».

Ecco che allora si comprende l’importanza e la centralità dell’azione della Chiesa ancora oggi e nonostante le criticità che la abitano. Il dono di grazia di cui è stata investita da Gesù non può essere offuscato dalle fragilità degli uomini. È a questa rinnovata consapevolezza che la Lumen gentium ci invita a guardare.

(c) Vito Rizzo

[Articolo pubblicato sul quotidiano Le Cronache di Salerno del 22 febbraio 2026]

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