Nell’udienza di mercoledì scorso Papa Leone XIV si è soffermato sulla vocazione universale alla santità, una prospettiva che accompagna ciascuna persona ma ancora di più ciascun credente che sa di potere contemplare nel Mistero di Gesù la via per una santificazione personale e comunitaria. Papa Francesco con l’esortazione apostolica Gaudete et exsultate è tornato proprio sul tema sviluppato nel capitolo V della Lumen gentium, offrendone una prospettiva attualizzante con la vita di ogni giorno; è interessante dunque che Leone XIV ci aiuti a tornare alla radice di questa lettura conciliare che incide profondamente proprio sul sentirsi corresponsabili del cammino di santità della Chiesa e dell’intera umanità Il Papa ha posto in evidenza il doppio canale della santità universale di ogni credente (capitolo V) e il cammino specifico richiesto invece ai consacrati per elevarsi nel loro servizio alla Chiesa e al prossimo.
Come ha rimarcato Leone «la santità, secondo la Costituzione conciliare, non è un privilegio per pochi, ma un dono che impegna ogni battezzato a tendere alla perfezione della carità, ossia alla pienezza dell’amore verso Dio e verso il prossimo. La carità è, infatti, il cuore della santità alla quale tutti i credenti sono chiamati». Una carità che si manifesta con il “martirio”, ossia letteralmente la “testimonianza” che non è soltanto quella del sangue (che pure caratterizza tanti cristiani nel mondo) ma che «si avvera ogni volta che i cristiani lasciano segni di fede e d’amore nella società, impegnandosi per la giustizia».
Particolare attenzione è stata posta alla vita sacramentale che aiuta a rafforzare ed edificare iol cammino di ogni cristiano: «tutti i Sacramenti, in modo eminente l’Eucaristia, sono nutrimento che fa crescere una vita santa, assimilando ogni persona a Cristo, modello e misura della santità. Egli santifica la Chiesa, della quale è Capo e Pastore: la santità è, in quest’ottica, dono suo, che si manifesta nella nostra vita quotidiana ogni volta che lo accogliamo con letizia e vi corrispondiamo con impegno».
Il Papa ha sottolineato, poi, alla luce del capitolo VI della Lumen gentium le particolari virtù che dovrebbero caratterizzare ogni esperienza di vita consacrata: la povertà, la castità e l’obbedienza. Non una rinuncia alla libertà, non una costrizione ma una scelta libera che aiuta a vivere in pienezza il senso del servizio e della missione. Come ha messo in evidenza ancora Leone: «Queste tre virtù non sono prescrizioni che incatenano la libertà, ma doni liberanti dello Spirito Santo, attraverso i quali alcuni fedeli sono consacrati totalmente a Dio. La povertà esprime il pieno affidamento alla Provvidenza, liberando dal calcolo e dal tornaconto; l’obbedienza ha per modello il dono di sé che Cristo ha fatto al Padre, liberando dal sospetto e dal predominio; la castità è la donazione di un cuore integro e puro nell’amore, a servizio di Dio e della Chiesa».
Ultima sottolineatura è quella che coinvolge il prezzo da pagare nel mondo di oggi per seguire il Vangelo, non soltanto una sofferenza fisica ma spesse volte anche una sofferenza umana che è frutto dell’incomprensione della società che circonda la Chiesa e i suoi ministri: «la grazia che converte e trasforma la vita ci rafforza così in ogni prova, indicandoci come meta non un ideale lontano, ma l’incontro con Dio, che si è fatto uomo per amore».
Ritornando all’esortazione di Papa Francesco «Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12) è l’invito di Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua: «Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente».
Anche Papa Leone XIV ci ricorda che la santità è una scelta coraggiosa, ma è un cammino che vale la pena scegliere per rendere piena la vita. Liberi di essere santi! È questo l’invito del Concilio che risuona ancora oggi con pressante attualità.
(c) Vito Rizzo 2026
[Articolo pubblicato sul quotidiano Le Cronache di Salerno del 12 aprile 2026]
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