MARIA: MODELLO DI FEDE PER OGNI CREDENTE

Perché la figura di Maria è così importante per i cristiani? Una domanda, questa, che si è posta anche il Concilio Vaticano II offrendo una risposta nell’ultimo capitolo della Lumen gentium.

Proprio di questo ha parlato Leone XIV nell’Udienza generale di mercoledì scorso, evidenziando come Maria sia non soltanto “modello” per ogni credente, ma anche “membro eccellente” e “madre” dell’intera comunità ecclesiale.

Come ha sottolineato il Papa «lasciandosi plasmare dall’opera della Grazia, venuta a compiersi in Lei, e accogliendo il dono dell’Altissimo con la sua fede e il suo amore verginale, Maria è modello perfetto di ciò che la Chiesa tutta è chiamata ad essere». Non solo, alla luce della sua «incondizionata apertura al mistero divino nella comunione del popolo santo di Dio, Maria è membro eccellente della comunità ecclesiale», oltre che «madre della Chiesa tutta, che a Lei può rivolgersi con confidenza filiale, nella certezza di essere ascoltata, custodita e amata».

La Vergine Maria – e in questo il sensus fidei ne è stato un precoce antesignano – ha un posto singolare nell’esperienza di fede di ciascun credente. È, tra gli esseri umani, quella più profondamente toccata dalla grazia di Dio.

Chiariamo meglio il concetto: Gesù è pienamente vero Dio e vero uomo, è l’unico Mediatore di salvezza, ma Maria tra gli esseri umani è quella che è stata investita della Grazia nella maniera più piena.

La fede popolare questo glielo riconosce da sempre tanto da attribuirle il titolo di “piena di grazia”.

A volte si è parlato di Maria come “corredentrice” ma da un punto di vista dogmatico è un’accezione un po’ troppo rischiosa e aperta a fraintendimenti. Sul punto tanto Benedetto XVI quanto Francesco erano stati molto chiari, ma – in aggiunta – lo scorso novembre il Dicastero per la Dottrina della fede ha pubblicato una nota dottrinale dal titolo Mater Populi fidelis con la quale ha precisato l’inopportunità di utilizzare questa espressione: «È sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice per definire la cooperazione di Maria. Questo titolo rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo e, pertanto, può generare confusione e squilibrio nell’armonia delle verità della fede cristiana».

Sul punto, ha rimarcato Leone XIV, già il Concilio al n.60 della Lumen gentium aveva indicato una linea molto precisa e pur riconoscendo il «posto singolare riservato alla Vergine Maria nell’opera della Redenzione», al tempo stesso «ha ricordato che unico Mediatore di salvezza è Gesù Cristo (cfr 1 Tm 2,5-6)».

Certo Maria è la cooperatrice per eccellenza a questa opera di mediazione, avendo accolto nel suo grembo il Figlio di Dio, ma la grazia ha un’unica sorgente che è Dio.  Va bene, quindi, definirla “piena di grazia”, “mediatrice di tutte le grazie”, ma sempre di una Grazia che viene da Dio e che in lei si è incarnata nel suo Figlio Gesù.

Ecco allora il legame profondo tra la Madre di Dio e la Chiesa pellegrina che in lei trova – come detto – il modello più pieno. Ha evidenziato infatti il Papa che «nella Vergine Maria viene a specchiarsi anche il mistero della Chiesa: in Lei il popolo di Dio trova rappresentati la sua origine, il suo modello e la sua patria. Nella Madre del Signore la Chiesa contempla il proprio mistero, non solo perché vi ritrova il modello della fede verginale, della carità materna e dell’alleanza sponsale, cui è chiamata, ma anche e soprattutto perché riconosce in lei il proprio archetipo, la figura ideale di ciò che è chiamata ad essere».

Di qui le domande che Leone XIV ha deciso di porre a ciascuno di noi: «vivo con fede umile e attiva la mia appartenenza alla Chiesa? Vi riconosco la comunità dell’alleanza che Dio mi ha donato per corrispondere al suo amore infinito? Mi sento parte viva della Chiesa, in obbedienza ai pastori dati da Dio? Guardo a Maria come modello, membro eccellente e madre della Chiesa, e chiedo a Lei di aiutarmi a essere discepolo fedele del suo Figlio?».

In fondo è questo lo spirito che lega ciascun credente a Maria e alla Chiesa e, attraverso entrambe, a suo figlio Gesù.

(c) Vito Rizzo 2026

[Articolo pubblicato sul quotidiano Le Cronache di Salerno del 17 maggio 2026]

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*